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Un “supporto tra le nuvole”: Lounge Tek al CTIM Forum 2011

In occasione del CLOUD COMPUTING – CTIM FORUM 2011, il ClubTi Marche accoglierà i partecipanti al check-in desk mettendo a disposizione nella sala di attesa di Confindustria di Ancona un’area per la “pausa notebook” dotata di un utile ed ergonomico lounge book, fornito direttamente da  Lounge-Tek . Potrete provare il lounge book il giorno 7 aprile prima dell’inizio del seminario come un vero e proprio “supporto tra le nuvole” del CLOUD COMPUTING – CTIM FORUM 2011.

Inoltre con un po’ di buona fortuna potrete persino vincere un Lounge Book Crystal al termine dell’evento CTIM FORUM 2011. ClubTi Marche e Lounge-Tek effettueranno un’estrazione, a cui potranno partecipare solo i presenti. Un motivo in più per iscriversi al CLOUD COMPUTING – CTIM FORUM 2011.

Ma che cos’è il Lounge Book? Abbiamo chiesto a Giorgio Chignola di Lounge-Tek srl di parlarci del concept che vi è dietro il Lounge Book.

Il Lounge Book nasce da un’esigenza di un freelance con ufficio in casa di ottimizzare la sua esperienza d’uso del portatile, creando un supporto ideale per utilizzare il laptop nell’ambiente domestico. Dematerializzare il posto di lavoro e portarlo ovunque, a casa o in vacanza è un beneficio importante non solo per l’individuo ma anche per un mondo più sostenibile in cui si muovono Bit al posto di persone, a maggior ragione oggi, con lo sviluppo delle architetture CLOUD.

Giorgio Chignola ci spiega poi più precisamente quali sono i benefici  riscontrati nell’utilizzo del Lounge-Book.

Dopo attenti studi Lounge-Tek ha trovato il modo migliore per utilizzare il Notebook: comodamente sistemati su una poltrona o su un letto con un sistema-leggio regolabile in altezza ed inclinazione ad accesso laterale e con un appoggio per eventuale mouse. Nasce così Lounge-book per trovare facilmente la posizione ideale per non sforzare braccia, polsi, vista, apparato cervicale e spina dorsale secondo un concetto di ergonomia testimoniato anche da una recensione curata dall’Associazione Posturologi Italiani.

Il beneficio non è solamente per l’uomo ma anche per la macchina: l’innovativo appoggio regolabile è ottimizzato per una corretta gestione dei flussi d’ aria verso le prese di ventilazione dell’elettronica per una ottenere sempre un’ottimale temperatura di esercizio ed evitare che tessuti o profili irregolari occludano le medesime. Ottimizzare gli spazi è sempre più importante: ritagliare a casa lo spazio per il computer è sempre più impegnativo ma, grazie a Lounge-book trasformare la poltrona in scrivania diventa semplice e funzionale con il piacere di un design sobrio ed elegante. Grazie agli esclusivi “Color Kit” è infatti possibile adattare gli elementi porta notebook e porta mouse secondo il proprio senso cromatico personalizzando completamente l’oggetto nel proprio contesto di arredamento.

Design, ricerca nei materiali e “made in ethics” contraddistinguono gli innovativi supporti Lounge Book e Lounge Wood.

Contatti

Il sito di Lounge-Tek srl

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L’album di Lounge-Tek su Flickr

Outlet Lounge-Tek

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Metodi di condivisione e tecnologie di accesso al patrimonio digitale: Vincenzo Genchi al CTIM Forum 2011

Nell’attuale contesto economico di sofferenza è importante salvaguardare gli investimenti mantenendo il completo supporto alle attività di business. Un mercato in continua evoluzione, in cui conoscere cosa accade fuori dall’azienda è importante più che mai. Il data cloud è fonte inesauribile di informazioni di varia natura,  interne ed esterne all’azienda. Il web costituisce una risorsa di importanza crescente per una visione a 360 gradi dei fenomeni chiave per il business.  Una fonte variabile ed imprevedibile, impossibile da valorizzare con  approcci “strutturati”.

Vincenzo Genchi, Key Account Manager di Exalead,  sottolinea il forte impatto degli asset informativi nel data management sul business e presenta così il suo intervento al CLOUD COMPUTING – CTIM FORUM 2011 . Ma quale il ruolo dei sistemi informativi e dei CIO nella gestione del patrimonio digitale?

In uno scenario simile – spiega Vincenzo Genchi – i sistemi informativi hanno un ruolo chiave nel supportare il business offrendo le informazioni giuste in maniera semplice e tempestiva. Le parole d’ordine sono agilità, scalabilità e usabilità. Agilità di sviluppo ed estrema versatilità sono le caratteristiche fondamentali di CloudView™, la nuova piattaforma per realizzare applicazioni basate sulla ricerca (Search Based Applcation). Exalead applica il paradigma del web ai processi aziendali in una visione innovativa che permette di realizzare in giorni soluzioni ad altissimo valore aggiunto.

Vincenzo Genchi , già key account manager in TOPCALL e Business Objects dove ha maturato una significativa esperienza e know-how nella diffusione di tecnologie ad alto valore aggiunto, è oggi concertato nella gestione e sviluppo dei TOP Account di Exalead. La sua presenza al CTIM FORUM 2011 si pone l’obiettivo di presentare un’applicazione concreta del cloud computing e in particolar modo della Search Based Application quale strumento di valorizzazione di tutto il crescente patrimonio digitale”. Continua…

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Stefano Mainetti al Cloud Computing CTIM Forum: punti fermi per non smarrirsi tra le nuvole

In occasione del prossimo evento organizzato da ClubTi Marche dal titolo CLOUD COMPUTING – CTIM FORUM 2011, saranno presenti importanti analisti in campo internazionale e players tra i maggiori referenti nell’ambito Cloud Computing.

Tra gli speakers che parteciperanno alla tavola rotonda avremo tra noi una presenza non nuova ai soci e simpatizzanti del ClubTi Marche. Opinion maker sul tema dell’Enterprise 2.0 nel 2009 all’evento ClubTi Marche “Creare conversazione dentro e fuori l’azienda” , torna tra noi il 7 aprile 2011 Stefano Mainetti.

Stefano Mainetti è Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud Computing ICT as Service, School of management – Politecnico di Milano. Da anni è impegnato nel campo dell’innovazione digitale delle Enterprises basata sull’Information Communication Technologies. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca tra cui l’Enterprise 2.0 ed ora l’ICT as a Service&Cloud Computing nella School of Management del Politecnico di Milano.

Abbiamo chiesto a Stefano Mainetti “di che cosa si occupa esattamente l’Osservatorio Cloud & ICT” e così ci ha risposto.

L’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano è nato per rispondere al profondo processo di trasformazione dei modelli di offerta ICT e supportare le aziende nell’analisi e valutazione degli impatti organizzativi e architetturali.

L’Osservatorio è il frutto delle attività di Ricerca svolte in quasi 10 anni dagli Osservatori ICT & Management della School of Management del Politecnico di Milano.

Stefano Mainetti continua, spiegandoci inoltre quali sono gli obiettivi dell’Osservatorio.

L’Osservatorio si occupa di affiancare i CIO e IT Executives nel processo di evoluzione della gestione e dello sviluppo delle applicazioni e infrastrutture ICT generato dalla diffusione dei nuovi modelli di offerta ICT e costituire un punto di riferimento per lo sviluppo della cultura dell’innovazione dei modelli di offerta ICT, favorendo l’incontro e lo sviluppo di una community tra domanda e offerta di tecnologie ICT.

Veniamo ora al CLOUD COMPUTING – CTIM Forum 2011 e precisamente al tema che tratterà durante l’evento, ovvero “Cloud Computing: punti fermi per non smarrirsi tra le nuvole”. Stefano Mainetti ci ha confidato quanto questo tema sia per certi aspetti nebuloso e quindi proverà a “diradare la nebbia per far luce sulla nuvola informativa“, dandoci alcune istruzioni per l’uso, facendo il punto sullo stato dell’arte del Cloud Computing.

Sarà indubbiamente interessante per i CIO, i responsabili di Information Technology, gli imprenditori e tutti coloro che parteciperanno all’evento poter chiarire l’argomento Cloud Computing di cui si parla tanto negli ultimi tempi ma su cui aleggiano ancora molte domande. Per questo il ClubTi Marche invita sin da ora a rivolgere a Stefano Mainetti i dubbi che potranno essere risolti durante l’evento, lasciando qui sotto le vostre domande. L’invito si rivolge non solo a chi parteciperà all’evento ma anche a coloro che non potranno essere presenti ma sono ugualmente interessati al tema.

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A cena con Paolo Manocchi e “gli 8 valori che fanno volare”

La serata dal titolo “GLI 8 VALORI CHE FANNO VOLARE” con Paolo Manocchi è stato un momento veramente speciale per il ClubTi Marche per concludere l’anno 2010 e augurarci “buone feste”. Paolo Manocchi ha condotto i presenti alla serata alla ri-scoperta dei principali valori che nella sua lunga esperienza e pratica ha individuato come gli elementi principali, “motore” della nostra vita privata, pubblica e professionale.

“La mattina quando ti svegli perchè esci dal letto?”

Quanti di noi si sono posti questo quesito? Quanti invece hanno reso questo gesto vera e propria routine, senza dare valore e importanza alle azioni che vengono compiute quotidianamente? Paolo Manocchi ha rivolto a noi e tante altre persone prima di noi questa domanda. Le risposte possono essere “perchè devo andare a lavorare”, “perchè devo studiare”. Ma forse varrebbe la pena fermarsi un attimo per andare ancora più a fondo e scoprire che c’è qualcos’altro. Insieme a Paolo Manocchi abbiamo percorso questo viaggio emozionale e viscerale verso importanti valori.

GLI 8 VALORI CHE FANNO VOLARE. Ambizione. Convinzione. Sogno. Opportunità. Passione. Divertimento. Responsabilità. Entusiasmo.

Dietro ognuno di questi valori  si cela un preciso significato, autentico, antico, etimologico che ci fa comprendere la reale connotazione positiva sul nostro vivere quotidiano. E Paolo Manocchi ci ha portato mano per la mano ad analizzare questi valori attraverso esempi, immagini, musiche.

Un vero viaggio verso il risveglio della più intima coscienza dell’io tra ironia ed emozioni. Sì, le emozioni sono state protagoniste di questa piacevole e indimenticabile serata che si è trasformata poi in una conviviale cena tra brindisi e il proseguo di riflessioni, domande e curiosità.

Paolo Manocchi ha messo a dura prova i nostri animi e di certo non ci ha lasciato indifferenti. Proprio per questo non può mancare il nostro più sincero e vivo GRAZIE, con l’augurio in questo clima natalizio di poterlo incontrare nuovamente lungo la nostra strada.

A ricordo di questa esperienza del ClubTi Marche lasciamo tutto ciò che permetterà a chi lo ha conosciuto di ripercorre i momenti principali e chi non lo ha conosciuto scoprire qualcosa in più.

Le foto della serata “GLI 8 VALORI CHE FANNO VOLARE” sul nostro account Flickr.

GLI 8 VALORI CHE FANNO VOLARE

L’intervista “Paolo Manocchi: l’economia delle relazioni e i valori in cui crediamo

La locandina dell’evento

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Paolo Manocchi: l’economia delle relazioni e i valori in cui crediamo

In occasione della speciale serata dal titolo “Gli 8 valori che fanno volare” organizzata dal ClubTi Marche e dedicata ai suoi soci,  conosciamo più da vicino l’autore di questo format.

Paolo Manocchi, formatore professionista, coach e mental trainer di fama nazionale, inizia la sua attività come docente nei corsi di Tecniche di Memorizzazione e di Lettura Efficace. Parallelamente alla sua attività didattica prosegue la sua formazione personale e professionale con un Master in programmazione neuro linguistica ed uno in leadership relazionale presso la Suffolk University di Boston, specializzandosi nell’arte del parlare in pubblico. Il suo percorso professionale prosegue tra corsi in aula e formazione esperienziale. Nel 2002 dà vita agli “outdoor experience” , corsi che si svolgono in ambiente boschivo per far vivere alla persona un’esperienza al di fuori del suo habitat consueto, al fine di “prendere coscienza delle meravigliose risorse di cui disponiamo e del modo di utilizzarle nella vita di tutti i giorni.

L’impegno di Paolo Manocchi è caratterizzato da una convinzione profonda che “chiunque lo voglia, se ben indirizzato, possa sviluppare il proprio potenziale”. Docente alla Seat Corporate University , scuola di eccellenza del Gruppo Seat Pagine Gialle, ha realizzato per il Sole  24 ore il DVD sulla lettura esplorativa pubblicato nell’opera editoriale Master 24 Management & Leadership. Da oltre 10 anni svolge attività di life & business coaching e mental trainer, a stretto contatto con professionisti, manager, imprenditori di gruppi importanti.

Attraverso questa intervista, Paolo Manocchi ci parla della sua esperienza nel campo della formazione e mette in luce i valori che ogni giorno spingono ciascuno di noi verso il mondo e verso l’importanza della “sostenibilità delle relazioni”

Silvia Conti ClubTi Marche: Qual’è il compito o meglio oserei dire la missione di un life & business coach?

Paolo Manocchi: “Se volessimo utilizzare delle etichette, potrei definirmi coach, mental trainer e formatore comportamentale. Se volessimo utilizzare altri termini allora potremmo dire che mi occupo di aiutare, chiunque lo voglia, ad acquisire una maggior consapevolezza di come si possa evolvere la propria personalità per renderla più flessibile e a prendere coscienza, quindi, della possibilità di vivere una vita più appagante, gradevole e ricca di soddisfazioni personali e professionali. Il mio lavoro si articola in un’attività classica svolta in aula, interventi personalizzati di coaching e mental training, convegni, meeting e attività editoriale, come il dvd prodotto per Master24 sulle tecniche di lettura efficace, edito da ‘Il Sole 24 Ore’ nel mese di ottobre di quest’anno”. “L’attività d’aula consiste nei corsi di formazione che progetto per gli imprenditori ed il loro personale, sia dirigenziale sia impiegatizio, per le associazioni come la vostra o dell’artigianato e del commercio, per gli ospedali e le cliniche private in quanto sono accreditato presso Ministero della Sanità dove sono registrati i miei corsi che assicurano crediti formativi al personale sanitario. In generale possiamo dire che opero presso aziende industriali e di servizi, di piccole, medie e grandi dimensioni a carattere nazionale ed internazionale”.

Silvia Conti ClubTi Marche :In base alle tue esperienze professionali di formatore, docente, life & business coach quali gli stimoli e le riflessioni che provengono dalle persone che incontri, che più hanno segnato il tuo percorso di vita oltrechè professionale? Quali invece le difficoltà che hai incontrato?

Paolo Manocchi: Quello che mi ha sempre colpito nello svolgere questa mia professione è che la maggior parte delle persone, che in questi anni ho incontrato, siano esse state a bolzano o a palermo,  mi hanno dimostrato una “attitudine” mentale, che quindi diventa una abitudine comportamentale, rivolta alla cultura degli alibi, delle scuse.

Spesso in buona fede le persone, abituate a vivere una cultura basata sull’ansia negativa e sulla disistima, non credono di poter fare meglio di come fanno, non credono di poter cambiare, non credono di meritare una vita migliore.Ognuno di noi ha un potenziale straordinario, ma questa cultura e questa società, fa in modo sin dalla scuola che i ragazzi prima e gli adulti poi, non abbiano sufficiente forza e determinazione per credere profondamente in se stessi.

Difficoltà tante.Io sono partito da zero, mio padre ha fatto per 35 anni il primo timpanista dell’Orchestra Sinfonica della Rai a Torino ed insegnava al Conservatorio. Quindi non esisteva una tradizione di famiglia. Ho iniziato che avevo 20 anni. In aula prima di cominciare la giornata didattica le persone sedute mi chiedevano: “scusi quando arriva il docente? Immaginati l’espressione del viso di quello che si sentiva rispondere:  “è già arrivato. Sono io!” In questi 22 anni si è assistiti ad un leggero miglioramento rispetto alla considerazione che si dà alla formazione, ma siamo ancora distanti dal considerarla a tutti i livelli, scuola e azienda, una componente fondamentale della qualità del clima e della vita della società. Quindi da sempre la difficoltà di promuoverla nei comparti di riferimento, la difficoltà di portare in aula le figure apicali e di aspettarsi da loro che la applichino. La fortuna è che essendo sempre vissuto in “crisi” non l’ho mai avuta!!

Ma la passione e l’amore che provo nel pensare che anche solo una parola detta da me possa aiutare una persona a stare meglio, è la straordinaria forza che mi fa andare avanti ancora oggi con lo stesso entusiasmo di 22 anni fa.

Silvia Conti ClubTi Marche: Nell’ambito della tua attività ti trovi spesso a contatto con aziende, imprenditori, manager, professionisti, con i quali realizzi corsi di coaching aziendali ed interaziendali. Il Sole 24 Ore, Confindustria, Seat Pagine Gialle e molti altri ancora come ad esempio la Pattuglia Acrobatica Nazionale conosciuta come le Frecce Tricolori sono stati i tuoi interlocutori. Uno dei messaggi importanti che hai lasciato loro è che “le aziende crescono quando crescono le persone”, diventato poi il titolo di uno dei format e dei percorsi che offri. Cosa cercano oggi le imprese, i manager e i professionisti che si rivolgono a te e che ogni giorno si trovano ad affrontare un mondo economico, lavorativo e sociale non privo di ostacoli. Nello scenario attuale, quale è l’obiettivo di un percorso di coaching all’interno di un’azienda?

Paolo Manocchi: Oggi, il sistema relazionale che incontro nelle più diverse realtà professionali che frequento mi ha portato a fare alcune riflessioni che voglio condividere con chi ci legge. L’autorità, in senso lato, è in crisi. Mancano degli esempi fori, coerenti, valoriali, ai quali rivolgersi. E questo avviene a vari livelli, dall’istituzionale al culturale.

L’autoritarismo è in crisi, nonostante sia la leadership più diffusa in questa nazione. Comando io perché sono il capo! Funziona sempre meno, male e crea sempre più sacche di insofferenza relazionale.

L’autorevolezza è la strada da preferirsi, basata sulle conoscenze e sulle competenze del leader che diventa quindi un riferimento, un esempio. Ma queste non sono più sufficienti soprattutto in quei sistemi lavoro dove le “nuove leve” sono ampiamente più preparate del loro capo. Quindi per dare una risposta alla tua domanda, in azienda, quando a chiamarmi sono le figure apicali e organizzative gestionali, lavoro con loro sul “generare nuovi comportamenti” che aiutino soprattutto queste figure prima come persone e poi come professionisti. Tu puoi produrre comportamenti di qualità quando ti senti in equilibrio. E sull’autostima c’è ancora tanta strada da fare perché spesso si confonde che solo perché ricopri una certo ruolo tu sia capace anche di dar vita a relazioni funzionali. Purtroppo questa equazione non è così scontata. L’investimento sarà passare da manager a leader, da chi sa gestire mezzi e denaro a chi sa “ascoltare” le persone. Gli imprenditori più illuminati, sensibili e attenti comprendono quanto sia importante oggi parlare di “sostenibilità relazionale” all’interno delle loro aziende, frutto di un più ampio concetto conosciuto come “l’economia delle relazioni” . Lo so, niente di nuovo, ed è per questo che il dato dovrebbe far riflettere. Siamo ancora all’ABC dei rapporti interpersonali.

Silvia Conti ClubTi Marche: Tra i percorsi formativi e i meeting che Paolo Manocchi sta conducendo vi è “GLI 8 VALORI CHE FANNO VOLARE”, un evento unico nel suo genere, attraverso il quale chiunque si trovi ad assistere non può non fare i conti con le proprie emozioni e con quello che è il motore della nostra vita e delle nostre azioni. Paolo Manocchi così ha risposto alla domanda su quale sia il senso di questo format chiamato “GLI 8 VALORI CHE FANNO VOLARE”.

Paolo Manocchi: “La domanda da porsi è questa: “Perché la mattina, una volta sveglio, decidi di scendere dal letto?” Solitamente la prima risposta, che le persone danno, attende alla parte razionale del cervello, quello sinistro. Ma se lasciamo loro il tempo di farsi coinvolgere dalle emozioni che nascono dalle musiche e dalle immagini che ho scelto, dalle pause che sapientemente creo durante i miei interventi, allora abbiamo la possibilità che raggiungano la struttura psicologica profonda che attiva l’emisfero destro del cervello, quello emotivo. Ed è proprio l’emisfero destro che permette di scoprire quale degli ‘8 Valori che Fanno Volare’ è quello che profondamente li attiva la mattina e dà loro la forza di alzarsi dal letto ed andare nel mondo a portare il proprio contributo”. Gli ‘8 Valori che Fanno Volare’ parlano di noi, parlano di uomini e donne, di persone che tutti i giorni vivono una vita reale. Non dimentichiamo che la qualità della vita è permeata dai valori nei quali crediamo, che determinano le convinzioni che abbiamo, che condizionano le scelte dei nostri comportamenti.

Finché il lavoro è fatto da persone, le persone faranno sempre la differenza”.

Intervista a cura di

Silvia Conti

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